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"Il governo ha dichiarato la sua resa e si rende complice di un’emergenza culturale deflagrante al Sud. I numeri parlano chiaro, visto che i fondi destinati a conoscenza, cultura e ricerca per il Mezzogiorno si riducono del 58% in un solo anno. “L’Italia riparte se riparte il Sud”, hanno urlato spesso Renzi e con lui il ministro per il Sud De Vincenti.

E’ un disfattismo che sa tanto di propaganda da bar, un’ammissione palese di quanto il governo italiano sia completamente disinteressato al riequilibrio territoriale del Paese. Inutile urlare a mezzo stampa che l’economia al Sud sta crescendo: piuttosto che confrontarsi sui dati della disoccupazione giovanile, in Calabria al record del 58,7%, il governo Gentiloni si fa approvare con la fiducia posta in Aula un decreto sul Mezzogiorno che è tutto un inganno, un provvedimento fatto di interventi parziali e inutili, che forza l’esportazione dei prodotti mortificando il tessuto economico e le Pmi del Sud Italia. La questione meridionale si liquida in poche ore in cambio di qualche mazzetta”.E’ quanto dichiara il deputato del Movimento Cinque Stelle, Luigi Gallo, commentando i dati divulgati dall’Agenzia per la Coesione Territoriale che ha pubblicato sul proprio sito istituzionale, la “Relazione annuale CTP (Conti Pubblici Territoriali) 2017, politiche nazionali e politiche di sviluppo a livello territoriale”, con l’aggiornamento dei flussi finanziari pubblici regionali (dati riferiti al 2015 e prime anticipazioni 2016). Il documento analizza vari macro settori, tra cui quello dedicato alla “conoscenza, cultura e ricerca” delle Regioni Italiane, “dal quale – aggiunge Gallo - emerge un quadro desolante non solo in relazione all’intera penisola rispetto alle medie europee, ma ancor di più confrontando le percentuali riferite al Centro-Nord Italia rispetto al Sud”. Un trend negativo su cui il parlamentare interroga il ministro per la Coesione Territoriale e il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti, a cui il Movimento Cinque Stelle chiede di “aumentare le percentuali di spesa pubblica per il comparto cultura” già nella prossima legge di Stabilità. Secondo quanto riportato sul sito dell’Agenzia per la Coesione Territoriale “la spesa in cultura – sottolinea il deputato M5S - vede un crollo comune in tutte le Regioni” ma mentre nel Centro Nord si passa da 65 euro pro capite a 24 per conoscenza cultura e ricerca, nel Sud si va dai 43 ai 18 euro pro capite. Uno dei settori complementari alla cultura è proprio il lavoro giovanile nel Mezzogiorno “che tocca punte del 70% tra i 18 e i 24 anni e il discorso non cambia – continua Gallo - se guardiamo alle carenze infrastrutturali e dei trasporti: al Sud spetta solo il 5,6% di riammodernamento della rete ferroviaria ad alta velocità. Gli strascichi di questa débâcle emergono anche dal quadro demoralizzante dei fondi europei: le Regioni del Sud hanno sete di finanziamenti ma se il programma nazionale PON Cultura e Sviluppo è finanziato per 490 miliardi di euro, i pagamenti programmati sono solo al 3,47