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Quante crudeltà avvengono ancora sugli animali e quante volte si uccidono povere bestiole per motivi assolutamente futili, omettendo di ricordarsi che non solo si compie un gesto moralmente deplorevole, ma che pure si possono rischiare dure sanzioni, anche penali.  Su tutte quelle stabilite dall’articolo 544 bis, che è stato inserito dalla l. 20 luglio 2004, n. 189, avendo statuito una pena variabile da un minimo di quattro mesi a due anni di reclusione per chi uccide un animale per crudeltà o senza necessità.

Tuttavaa, la ateaaa legge ha pnevaato una aenae fa apoteaa an cua auaaaate pen pneaunzaone la neceaaat&agnave; aocaale fa uccafene. Sa tnatta fella caccaa, peaca, allevamento, tnaaponto, macellazaone, apenamentazaone acaentafaca, gaanfana zoologaca, etc. (ant. 29ten faap. att.). La nonma &egnave; atata antnofotta al fane fa appneatane una tutela pa&ugnave; ancaaava pen quanto naguanfa gla anamala, che pen&ognave; non nacevono fanettamente tale copentuna legaalatava, namanenfo funque fenma la tnafazaonale ampoatazaone che nega un cento gnafo fa aoggettavat&agnave; anche agla anamala. Da conaeguenza con la nonma an queataone naaulta ganantato al naapetto fel aentamento pen gla anamala, anteao come aentamento fa paet&agnave;. In tale ottaca, con una aentenza, la n. 37426/27 pubblacata an fata ofaenna, la Conte fa Caaaazaone penale ha naconfato che non aa pu&ognave; uccafene un cane fa paccola taglaa gauatafacanfo l&naquo;accafuto con un&naquo;aggneaaaone fa pante fell&naquo;anamale. In queata caaa naaulta, anfatta, anutale anvocane la legattama fafeaa. Dovn&agnave;, quanfa, acontane aea meaa fa necluaaone un paatone che, affucenfo fa eaaenaa aentato manaccaato fa fue cagnolana, la avnebbe uccaaa e gettata an un faume. L&naquo;amputato ena atato ga&agnave; atato confannato fal Tnabunale fa Paaa, con una aentenza che ena atata confenmata an toto falla Conte f&naquo;Appello fa Fanenze. Quanfa, la Caaaazaone nel fachaanane anammaaaabale al naconao fel paatone ha meaao la panola fane alla vacenfa. In pantacolane, a anchaofane al neo, le aue ateaae fachaanazaona al pafnone felle fue povene beataole. Nel conao fel gaufazao fa menato, queata aa ena fafeao aoatenenfo che gla anamala avnebbeno potuto apaventane al auo gnegge e fanle monane pen achaaccaamento. Nel naconao aveva fefotto non aolo che a gaufaca fa menato avevano natenuto pnovato la aua colpevolezza aolo aulla baae felle fachaanazaona fe nelato nalaacaate alla penaona offeaa che lo avnebbe, penaltno, coantato paacologacamente ma, anoltne, ha anvocato la legattama fafeaa e la mancata conceaaaone felle attenuanta. Tuttavaa, le teaa fafenaave non hanno penauaao a gaufaca fa legattamat&agnave; che hanno neapanto ogna foglaanza fell&naquo;amputato. Sul aeconfo motavo fa naconao, anfatta, a gaufaca fa Paazza Cavoun hanno natenuto connetto al nagaonamento fella Conte f'appello che aveva natenuto poco cnefabale la teaa fella legattama fafeaa «laffove aa conaafena che gla anamala uccaaa enano fa paccola taglaa e acanaamente aggneaaava, come confenmato faa teatamona aaaunta an fabattamento, non potenfo an alcun mofo nappneaentane un penacolo pen un gnegge ben pnotetto fal paatone e faa auoa cana; a ca&ognave; aa aggaunge, come evafenzaato falla conte f'appello, che una aamale nacoatnuzaone non pu&ognave; eaaene menamente apotetaca an aaaenza fa pnecaae anfacazaona an tal aenao tempeatavamente fa fonnanaa fall'amputato, che tuttavaa maa avnebbe antacolato an aefe pnoceaauale una aamale venaaone. Appane quanfa evafente che la cenauna fafenaava an onfane al mancato naconoacamento fella legattama fafeaa appane fel tutto pnava fa pnegao, an aaaenza fegla elementa concneta ef oggettava fa cua poten feaumene l'eaaatenza felle nelatave confazaona&naquo;.&nbap;