Risultati immagini per FEMMINICIDIO

di ANDREA CAMPUCCI

Una breve ricerca d’archivio e saltano fuori notizie come “Iglesias, donna muore accoltellata dal marito”, “Strangolata a Porto Santo Stefano, il marito ai domiciliari”, “Parma, uccide la compagna e si toglie la vita”. Il tutto nel giro di pochi giorni, il tutto come se d’improvviso fosse sul punto di scatenarsi una feroce “caccia alla donna” alimentata dai più biechi istinti maschilisti e retrogradi…

Ora, è un dato di fatto che esistano delle mele marce, dei disgraziati, degli imbecilli che per problemi loro riescono anche soltanto a concepire l’idea di far violenza a una donna. Escludo quindi fin da ora questa categoria di individui che a mio parere non merita alcuna considerazione, ed esorto invece alla comprensione - non alla giustificazione, si noti bene – di casi un attimino più complessi. Di solito quello che si legge sulle cronache mediamente nazional popolari, quindi idiotamente parziali e retoriche, è l’ultimo anello di una catena che nella maggior parte dei casi si conclude con la scena del crimine imbrattata di sangue, il nostro Alberto Stasi di turno che sfoggia una parlata glaciale e controllata nel ricostruire gli ultimi momenti della colluttazione con la fidanzata, una pioggia di insulti “Quello ha proprio la faccia dell’assassino”, “Io lo sapevo che sarebbe andata così”… Fino al coronamento del luogo comune, l’enfasi della retorica e della lacrimuccia facile dipinta sul viso del ministrO (!) Boldrini. Frasi facili, truismi all’acqua di rose e su tutto il trionfo dell’ipocrisia “La violenza sulle donne è inaccettabile, è una ferita all’intera società”.  Bravi! Volete anche l’applauso ora? Aggiungiamoci anche qualche commento a cazzo sulla presunta, connaturata, malvagità maschile, l’uomo orco contro la povera donnetta indifesa e siamo bell’e tornati a un manicheismo troglodita e (altro che!) islamico.La realtà delle cose, come sempre, è un po’ più complessa e trova le sue spiegazioni anche in decenni di femminismo che hanno alterato i vecchi rapporti uomo – donna. Un femminismo che talvolta, con questo discorso dell’emancipazione a tutti i costi e con i suoi effetti incontrollati, ha provocato, paradossalmente, una degradazione dell’idea di donna a quella di femmina. Con questo non che si debba tornare a quel sistema un tantino medievale caratterizzato dall’uomo padrone e dalla donna oggetto = Casa di Bambola. Ma mi si lasci semplicemente dire che le trasformazioni avvenute dagli anni settanta in poi non hanno trovato un’adeguata risposta nella società civile e nella cultura in generale. Chi scrive è ad esempio contrarissimo alle quote rosa, alla parificazione, in termini culturali, fra uomo e donna, poiché crede che proprio la diversità e l’originalità siano principi da far valere nel confronto fra i sessi.   Detto ciò liberiamoci quindi da questi facili dualismi e torniamo a considerare la natura umana così com’è: malvagia, irrazionale e violenta. È il potere che genera prevaricazione, che induce all’uso della forza per riaffermarsi, e questo a prescindere da ogni connotazione sessuale. Come negli anni cinquanta il maschio alfa, il Pater familias, imponeva le sue regole domestiche anche a suon di schiaffi, oggi continua a capitare che molte maestrine subnormali adottino gli stessi metodi in tanti asili nido d’Italia, o che qualche Psycho-infermiera si trasformi in serial killer fra le corsie degli ospedali - chissà perché ma sono rarissimi i casi di infermieri uomini sorpresi a iniettare bolle d’aria nei corpi dei loro pazienti. Si torna lì, rapporti di potere, esercizi di controllo fra una categoria e un’altra, uomo e donna, maestra e bambino, infermiera e paziente… Si potrebbe proseguire all’infinito – chi ha dubbi in riguardo si legga pure quell’”opuscoletto” che va sotto il nome di Massa e potere di Canetti – ma quando si arriva a parlare di femminicidio – mi scuso ancora per le ellissi, ma davvero, giuro, non capisco perché si sia sentito il bisogno di introdurre questo neologismo nel nostro codice visto che esiste già il reato di omicidio… “Per sensibilizzare su un tema tanto urgente” mi sento rispondere dalle solite teste calde. “Bene” rispondo provando a non perdere la calma “allora perché non introduciamo pure il reato di maltrattamenti in strutture d’infanzia? O il pazienticidio quando si parla di infermiere killer?” Boh, a questo punto la solita testa calda non risponde più…Quando si arriva a parlare di femminicidio, dicevo, la faccenda si fa più spinosa perché ne va della questione della donna, una donna che per forza di cose (e per fortuna!) non è più quella degli anni cinquanta/sessanta - altro suggerimento squisitamente letterario, chi non l’avesse fatto si legga quel capolavoro di cretinismo parasessista che è l’Enciclopedia della donna, uscita in fascicoli dal ’62 al ’66 per Fabbri editore. Resta comunque il fatto che come dicevo molti cambiamenti non sono stati ben assimilati dalla società odierna, in particolar modo da certi maschietti un po’ tonti che si son sentiti di colpo mancare la terra sotto i piedi. Perché l’unica spiegazione che riesco a trovarmi di fronte all’ennesima fidanzata data alle fiamme e/o sfregiata con l’acido è che il compagno, ormai esausto dopo continui tradimenti, bugie e sotterfugi, non abbia saputo far di meglio che alzare le mani e firmarsi una condanna all’ergastolo. Ora, un consiglio spassionato a questa categoria di balordi… Se vedete che la vostra compagna ha questo tipo di comportamenti usate le mani, sì, ma per cacciarle fra le cosce di qualche altra puttanella, e non per brandire taniche di benzina o coltellacci. Altrimenti non dimostrerete che di meritarvi la cella di un penitenziario in compagnia di qualcuno che, con bel altri metodi, vi farà capire cosa significhi stare al mondo. In tutto ciò trovo soltanto nausea e disgusto, e che cazzo!