
di CLEMENTINA LEONE
Il successo di Ultimo è legato alla sua capacità di farsi portavoce di chi si sente escluso o incompreso.
Le sue canzoni offrono un porto sicuro emotivo, grazie a testi introspettivi che parlano di rivalsa, solitudine e amore con un linguaggio semplice ma diretto, che abbatte le barriere tra artista e ascoltatore. Molti fan si riconoscono nelle sue storie di "ragazzo di borgata" che è riuscito a farcela senza mai dimenticare le proprie radici. Il nome d'arte "Ultimo" è un manifesto che celebra chi parte svantaggiato ma ha una grande forza interiore. Il suo mix di cantautorato classico italiano, melodie struggenti e sfumature pop-rap crea un sound potente che si esalta soprattutto nei grandi live come quello di Tor Vergata dello scorso 4 luglio 2026. Ultimo alla fine del gran evento, ha postato su Instagram una foto che lo ritrae di spalle, davanti a lui la sterminata platea dei 250mila accorsi a Tor Vergata: "Non saprei da dove iniziare". "Potrei cominciare col dire che non ho mai avuto la tensione così alta nel corpo mentre salivo su Pianeti. Che non ho mai goduto nella vita come durante Ipocondria. Che quando arrivando in elicottero mi è stato detto 'Nic, guarda a sinistra, ho avuto la più strana e forte sensazione della mia vita. Che il livello di felicità e amore che c'era nell'aria a Tor Vergata, è stato travolgente per un solo essere umano. Che voglio portare questo spettacolo al cinema. Che voi siete dei grandi. Che siamo nella storia.". Per il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, il concerto di Ultimo a Tor Vergata "è stato uno straordinario successo" che ha confermato "la forza del modello Roma". "Ci scusiamo per gli inconvenienti, e faremo tesoro delle segnalazioni ricevute visto che sappiamo che alcuni aspetti organizzativi e logistici devono essere ulteriormente migliorati, a partire dalla gestione del deflusso del pubblico", assicura. Ultimo si prende Tor Vergata, si prende Roma, si prende tutto con il concerto dei record, quello da 250mila spettatori arrivati da tutta Italia che lo incorona il re dei live, "scippando" lo scettro a Vasco e ai suoi 225mila del Modena Park del 2017. Una di quelle sere da ricordare, da incorniciare. "Il giorno che aspettavo", come il titolo che ha dato al nuovo album. Il segreto del successo di Ultimo è la narrazione, quel raccontare nelle sue canzoni una storia, dando la possibilità a chi lo ama di potersi immedesimare: è uno che viene dal basso, che si è fatto da solo (di recente ha ricordato la sfilza di rifiuti avuti dai vari talent a cui aveva provato a partecipare), che aveva un "sogno" (parola chiave del tutto, fino all'esasperazione) e che in qualche modo che tutti, come lui, possano farcela; e pace che non sia davvero così, perché il primo compito della musica leggera è proprio quello di vendere sogni in cui immedesimarsi, al di là di tutto. Ultimo, se vogliamo, siamo noi.