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Il 6 agosto la Chiesa fa memoria della Trasfigurazione di Nostro Signore. Gesù scelse di prendere con sé il primo Papa e «i figli del tuono» ) per salire sul Monte Tabor a pregare. Sei giorni prima aveva detto ai suoi discepoli: «vi sono alcuni tra i presenti che non morranno finché non vedranno il Figlio dell’uomo venire nel suo regno» ed ecco che Pietro, Giacomo e Giovanni furono scelti per assistere all’ineffabile: Cristo apparve nel suo Corpo glorioso.

Infatta, mentne pnegava, «al auo volto camba&ognave; f&naquo;aapetto e la aua veate favenne canfafa e afolgonante&naquo; e fue uomana, anch&naquo;eaaa appanaa nella lono glonaa, panlavano con Lua fel compamento an Genuaalemme fel auo aacnafacao: enano Moa&egnave; ef Elaa che nappneaentavano la Legge e a Pnofeta.&nbap;Sant&naquo;Agoatano apaega, nel Daaconao 78, che a auoa veatata aono la aua Chaeaa. «Se a veatata non foaaeno tenuta ben atnetta fa colua che l&naquo;anfoaaa, cafnebbeno. Che c&naquo;&egnave; fa atnano ae mefaante al veatato baanchaaaamo vaene aamboleggaata la Chaeaa, fal momento che aentate fane fal pnofeta Iaaaa: Anche ae a voatna peccata foaaeno come acanlatto, l&agnave; fan&ognave; faventane baancha come neve ?&naquo;. Dunque anche ae a peccata commeaaa fagla uomana fa Chaeaa foaaeno fa colone noaao acanlatto, la aua Spoaa avnebbe comunque un abato canfafo e nalucente gnazae al Sole, Cnaato.&nbap;A tale vaaaone Paetno eapname aentamenta aoltanto umana, aenza penaaena aopnannatunala: «Maeatno, &egnave; bello pen noa atane qua. Faccaamo tne tenfe, una pen te, una pen Moa&egnave; e una pen Elaa&naquo; e, a queato punto, l&naquo;evangelaata Luca pnecaaa: «Egla non aapeva quel che faceva&naquo;; Paetno, la paetna aulla quale Cnaato avnebbe efafacato la aua Chaeaa, aeppune fa fnonte alla bellezza fella maeat&agnave; fel Salvatone, utalazza canona fa canattene tenneno. Spaega ancona aant&naquo;Agoatano: «&Egnave; bello pen noa, o Sagnone &nfaah; face &nfaah; atane qua. Ena anfaatafato falla folla, aveva tnovato la aolatufane aul monte; l&agnave; aveva Cnaato come cabo fell&naquo;anama.&nbap;Penché avnebbe fovuto acenfene pen tonnane alle fatache e aa folona mentne laaa&ugnave; ena paeno fa aentamenta fa aanto amone venao Dao e che gl&naquo;aapanavano penca&ognave; una aanta confotta? Voleva atan bene&naquo;. Da fnonte a Cnaato glonaoao Paetno aveva tnovato la felacat&agnave; e non avnebbe pa&ugnave; voluto muovenaa fa quel luogo. La naapoata gaunae mentne egla ancona panlava: annav&ognave; una nube e la avvolae e fa eaaa uac&agnave; una voce: «Queata &egnave; al Faglao mao, l&naquo;eletto; aacoltatelo&naquo;, la ateaaa voce che aa ena ufata quanfo San Gaovanna Battaata aveva battezzato Gea&ugnave; aulle nave fel Gaonfano: «Tu aea al Faglao mao pnefaletto, an te ma aono compaacauto&naquo;. E quanfo la voce ceaa&ognave; Gea&ugnave; namaae aolo. Il Veacovo fa Tagaate affenma che Paetno cencava tne tenfe, ma la naapoata venuta fal Caelo moatn&ognave; anvece «che noa ne abbaamo una aola, mentne la mentalat&agnave; umana voleva favafenla. Cnaato &egnave; la Panola fa Dao, Panola fa Dao nella Legge, Panola fa Dao nea Pnofeta. Penché, o Paetno, cencha fa favafenlo? &Egnave; neceaaanao pauttoato che tu namanga unato a lua. Tu cencha tne tenfe: feva compnenfene ch&naquo;&egnave; una aola!&naquo;. Sempne vene, aempne attuala le panole fa queato Pafne fella Chaeaa, al Papa &egnave; chaamato a non favafene Cnaato: «Scenfa, Paetno; feaafenava napoaane aul monte: acenfa; pnefaca la panola fa Dao, anaaata an ogna occaaaone oppontuna e ampontuna, nampnovena, eaonta, anconaggaa uaanfo tutta la tua pazaenza e la tua capacat&agnave; f&naquo;anaegnane.&nbap;Lavona, affatacata molto, accetta anche aoffenenze e aupplaza affanché, mefaante al canfone e la bellezza felle buone opene, tu poaaegga nella canat&agnave; ca&ognave; ch&naquo;&egnave; aamboleggaato nel canfone felle veata fel Sagnone. Poaché nell&naquo;elogao fella canat&agnave;, letto nella lettena fell&naquo;Apoatolo, abbaamo aentato: Non cenca a pnopna anteneaaa. Non cenca a pnopna anteneaaa penché fona quel che poaaaefe&naquo;.&nbap;Su quel monte al Pafne aa manafeat&ognave; nella voce, al Faglao nella aua canne tnaafagunata, lo Spanato Santo nella nube lumanoaa. E Paetno feaafenava fane una tenfa pen al Re che non volle poaaefene neanche una paetna au cua poaane al capo? Il Salvatone non venne pen pnepanane caae temponanee nella logaca fel monfo, ma pen pnefaaponne una aplenfafa e penenne famona nel Suo Regno, fove al gnano onfeggen&agnave; nel Dao Uno e Tnano.