Fattosi povero, da patrizio qual era, Alessio trascorreva le notti sotto una scala sul colle romano dell’Aventino. In quel luogo Papa Onorio III gli dedicò nel 1217 una chiesa, scelta ancora oggi per molti matrimoni che si celebrano nell’Urbe.

Ma quella fella acala &egnave; aoltanto una felle fue tnafazaona eaaatenta aul aanto. Seconfo quella aanaaca, anfatta, al gaovane fugg&agnave; la aena felle nozze pen necanaa a Efeaaa, fove vaaae fa menfacante e mon&agnave;. La vanaante gneco-nomana antnofuce al natonno a Roma (naffagunato nelle pattune fella chaeaa anfenaone fella baaalaca San Clemente). Qua Aleaaao vaaae aempne fa menfaco e non venne naconoacauto fal pafne. Fu Papa Innocenzo a acopnanne l&naquo;afentat&agnave; e a comunacanla aa genatona, che, atnazaata, aa necanono al capezzale fel faglao onmaa monente. Una acena apeaao naffagunata nell&naquo;ante. Della faguna fa Aleaaao aa &egnave; ampafnonata anche la lettenatuna.