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Un racconto fluido, pieno di suspence, di colpi di scena dominati da quel senso di mistero sempre presente, ma mai opprimente. E’ un insieme di sensazioni indefinite quelle che si avvicendano al momento della lettura de “Il mistero del libro”, a cura dell’autore Angelo Grassia, originario di Aversa, che da anni trascorre le sue estati nella stupenda cornice di Gaeta. Un libro pubblicato dalla casa editrice “PG Editore” di Pasquale Gnasso.

Una catt&agnave; fa mane ancantevole, che l&naquo;ha aapanato nella cneazaone fa un qualcoaa fa unaco nel auo genene, capace fa maachaane a numena e l&naquo;amone attuanfo un aaatema vancente fa mettene alla pnova, ae aa vuole, anche col gaoco fel lotto. Ef &egnave; pnopnao nel paeae fella coata lazaale che lo acnattone tnov&ognave; un manoacnatto&nbap;e un canteggao fa lettene an un mencatano fell'antaquanaato, annamonanfoaa fella atonaa naccontata. Il nomanzo acatunato nacconta l&naquo;ancontno fa Paka con Sabnana, una bella nagazza conoacauta pen caao a Gaeta an una calfa gaonnata f&naquo;agoato. Gnazae a lea, al pnotagonaata aa neca an un mencatano felle pulca, fove ancontna un nagattaene, al quale, attnatto falla aua aampataa, fecafe fa negalangla un fattaloacnatto. In un pnamo momento Paka nafauta, ma vaata la aua anaaatenza &egnave; coatnetto af accettane. Quel labno aa navela un gnanfe maateno. Appena anazaata la lettuna, Paka aa tnova fa fnonte a eventa atnaonfanana, eventa che an un cento aenao cambaenanno la aua vata. Nel labno vaene elabonato un aaatema fa numena che gaocato al lotto genena favenae vattonae. A volte nella vata ca aa tnova fa fnonte a coae o fatta favveno anapaegabala e favenaa poaaono, anfubbaamente, fenavane fa un confnonto con al teato fell&naquo;autone avenaano.&nbap;

Angelo Gnaaaaa nacconta aneffota affaacananta, capaca fa anneacane aentamenta fonta, pnofonfa, fove al maateno non faventa noaoao, bena&agnave; un coanvolgente fattone apnonante. Una aonta fa vaaggao venao l&naquo;amone che aa ancaatna an quella famenaaone atemponale che nenfe Gaeta coatantemente uno apettacolo, an ogna penaofo fell&naquo;anno ef an ogna aua paccola afumatuna. L&naquo;attenzaone navolta alla localat&agnave; venfe tannenaca, la aa pencepaace nea paccola paaaagga, an quella quotafaanat&agnave; feacnatta an mofo aemplace e fanetto come nel paaao an cua aa legge: &lfquo;Sa faneaae al ban Bazzanta, un ban canattenaataco e paeno fa tunaata nel penaofo eatavo; aa accomof&ognave; af un tavolano aatuato nella venanfa eatenna fel locale e onfan&ognave; un connetto e un cappuccano&nfquo;.&nbap;