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Debutta al Napoli Teatro Festival Italia, a Palazzo Cellamare in Via Chiaia, venerdì 30  Anime Scalze  testi di Maram Al Masri letti ed interpretati da Sara Bertelà.

Una partitura a più voci ed in più lingue conduce gli spettatori del Festival nel mondo della poetessa e scrittrice siriana Maram Al Masri. Nata nel 1962 nella cittadina di Lattakia, sulle rive del Mediterraneo, all’età di vent’anni si trasferisce a Parigi, dove tutt’ora vive in esilio. Autrice di componimenti amorosi brevi come frammenti che fanno pensare a Saffo, ha pubblicato una quindicina di raccolte, molte delle quali sono state tradotte in spagnolo, francese, inglese, tedesco, italiano, corso e turco. «Diventare l’altro, parlare di un cittadino ordinario che diventa straordinario grazie ai suoi sentimenti; questa è la virtù della poesia: trasformare i lettori in esseri straordinari». Così la stessa Al-Masri in una recente intervista.

Anime Scalze è la voce di una donna che vive il suo stare al mondo con un vago senso di dolore e di chiusura; una donna che nei versi di Maram Al-Masri trova una via d’uscita e dinanzi ad essi si inchina come un’anima scalza. «È una voce sempre sull’orlo di una metamorfosi: da ombra di un personaggio a personaggio in ombra, semplice voce di un’anima. Tra il suo racconto e le poesie che vengono dette si crea in qualche modo un effetto d’eco sottolineato in scena dal sovrapporsi e mescolarsi delle tre voci femminili, a volte in lingue diverse», spiegano Bertelà e Macrì. Ci sono gli echi della guerra. I legami spezzati. Poesie che ci parlano di una comune condizione umana, in cui eternamente c'è chi opprime e chi viene oppresso e ci vuol niente che si finisce in una vita senza luce. Ma c'è anche l'amore, in Al-Masri. E la voglia di vivere. Se c'è una cosa che lei sa fare bene, è farci vedere quanto era importante, quello che ci rubano, o ci hanno rubato.

Anime Scalze. Maram Al-Masri tra parole e musica è un viaggio al presente di un Oriente di cui conosciamo quanto ci riportano le cronache recenti; un presente arcaico, visto dalla nostra latitudine, i cui temi sono universali: il dolore, ma anche la dignità e la volontà di resistere e vivere liberi, la gioia e persino l’umorismo. O il sogno. La drammaturgia è di Danilo Macrì, il disegno luci di Pasquale Mari, la regia, voce narrante e coordinatrice del progetto è di Sara Bertelà. Con lei in scena Elisabetta Mazzullo (voce recitante, cantante, tastiere, oboe, percussioni), Mirna Kassis (voce recitante in arabo e cantante), Salah Namek (violoncello, kabak kemane), Arturo Annecchino (compositore e coordinatore musicale). Una produzione Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse.

Per la sezione Incontri -  Tra le Pagine del Festival, venerdì 30 giugno (ore 19), presso il Giardino Romantico di Palazzo Reale a Napoli, si terrà un momento pubblico con Maram Al Masri al quale prendono parte  Monica Ruocco, docente di Lingua e Letteratura Araba all’Università degli Studi L’Orientale di Napoli, Oriana Capezio, esperta di poesia e letteratura araba d’emigrazione – sempre presso l’Università degli Studi L’Orientale di Napoli. L’incontro si svolgerà in lingua francese con traduzione in italiano a cura di Luca Lombardi. “Una conversazione informale e libera per riflettere insieme, tra le altre cose, sul rapporto tra scrittura, politica e condizione femminile e indagare i principali temi della poetica dell’autrice: l’attesa, la solitudine, la nostalgia, la libertà”.

BIGLIETTI:  Intero euro 8- ridotto under 30/over 65 euro 5. LUOGHI: Palazzo Cellamare in via Chiaia a Napoli. INFO :  www.napoliteatrofestival.it