
Il nuovo rapporto ISPRA sul consumo di suolo fotografa una situazione che il movimento Caserta Decide denuncia da tempo: nel 2025 a Caserta sono stati consumati 9,93 ettari di suolo, il dato annuale più alto mai registrato, superiore perfino a quello dell’intero triennio 2012-2015. Rispetto al 2024 l’incremento è del 168%. Nello stesso anno non è stato registrato alcun ripristino di suolo, nemmeno parziale.
Il risultato è che il 25,58% del territorio comunale è oggi coperto da cemento e superfici impermeabili, con un ulteriore aumento dello 0,73% in un solo anno.
“Non siamo davanti a una fatalità o a un dato statistico, ma al risultato di scelte precise”, dichiara Sara Femiano, coordinatrice di Caserta Decide. “Una città che consuma quasi dieci ettari di suolo in dodici mesi, senza restituirne nemmeno uno, sta ipotecando il futuro di chi la abita. Questo è un modello di sviluppo che ha già mostrato i suoi limiti: più cemento significa più allagamenti, più caldo in estate, meno verde, meno qualità della vita e costi che ricadono sulla collettività.”
“Il fatto che il dato del 2025 superi quello degli anni più bui dell’espansione edilizia ci dice che la tendenza non solo non si è invertita, ma sta accelerando”, prosegue la coordinatrice. “Servono atti concreti, non dichiarazioni di principio. Ogni anno di ritardo si traduce in suolo agricolo e naturale perso per sempre.”
Caserta Decide e Speranza per Caserta rilanciano quindi la propria proposta, che già da tempo porta all’attenzione della città: l’approvazione di un nuovo piano urbanistico a consumo di suolo zero, accompagnato da un programma strutturato di depaving, cioè di rimozione delle superfici impermeabili non necessarie e di restituzione di suolo permeabile a piazze, parcheggi, cortili e aree dismesse.
“Consumo di suolo zero significa smettere di costruire sul nuovo e puntare sulla rigenerazione di ciò che esiste, sul recupero del patrimonio edilizio inutilizzato e sulla qualità degli spazi pubblici”, spiega Sara Femiano. “Il depaving è lo strumento per riparare gli errori del passato: rendere permeabili le superfici, riportare alberi e verde dove oggi c’è asfalto, rendere la città più resiliente agli eventi climatici estremi.”
L’appello è rivolto in particolare al tavolo del centrosinistra cittadino. “Chiediamo alle forze del centrosinistra di Caserta di assumere questo obiettivo come punto qualificante e non negoziabile del programma per la città”, conclude la coordinatrice. “Non è possibile parlare di alternativa senza dire con chiarezza che il cemento non è più il futuro di Caserta.”