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Sono gli occhi e il sorriso della piccola Valentina, che ha liberato nell’aria un palloncino bianco facendolo scomparire nel cielo, la prima immagine della 45esima edizione di Settembre al Borgo. Bellezza, purezza, tenerezza: quale miglior debutto per la rassegna nel suggestivo scenario di Palazzo Alois a Sommana.

La maestosa dimora, che risale al secolo XVII, periodo nel quale la famiglia patrizia degli Alois scelse il casale di Sommana come sua residenza, vanta un ottimo stato di conservazione. Sul portone d’ingresso l’emblema del casato, che consiste in un leone rampante con un giglio nella banda destra. “Non potete immaginare l’onore e la soddisfazione di avere, dopo 47 anni, Settembre al Borgo a casa di chi l’ha tenuto a battesimo – ha esordito il padrone di casa Michele De Simone-  E pensare che tutto nacque una sera d’estate mentre, con un gruppo di amici, si fantasticava su come far conoscere al grande pubblico il borgo di Casertavecchia, da poco scoperta da Pier Paolo Pasolini che vi girò delle scene del suo Decameron. Oggi, dopo 45 edizioni, apprezzo molto anche la decisione di aprire il Festival alle Borgate di Caserta, ricche di palazzi, corti, storie e suggestioni”. Presenti all’anteprima anche il sindaco di Caserta Carlo Marino e l’assessore agli eventi Emiliano Casale.

La musica di Fausto Mesolella, a cui è stata dedicata questa anteprima così come tutti gli eventi in cartellone, riletta in maniera ‘classica’ dal pianoforte dell’amico Francesco Oliviero, ha rapito i presenti: grazie a particolari espedienti tecnici è stato possibile assistere anche a duetti virtuali con l’“Insanguinata” di Fausto, che hanno fatto il paio con la particolarissima interpretazione chopiniana di alcuni brani data dal pianista: un’occasione davvero unica per il pubblico del ‘Settembre’, che ha ‘assaggiato’ in anteprima il lavoro discografico che vedrà la luce in autunno. A fine concerto il pubblico ha lasciato Palazzo Alois per raggiungere, in dieci minuti di piacevole passeggiata, Palazzo Rossi a Casola. Nella splendida dimora del 1800 le donne in armonia del Quartetto Romantico hanno toccato le corde del cuore con l’esecuzione di brani celebri di musica classica e di colonne sonore delle pietre miliari della storia del cinema: applausi a scena aperta e ben due bis per le violiniste Rossella Marino e Giovanna Moro, Miriam Iaccarino alla viola, Gabriela Ungureanu al violoncello, ma anche per il padrone di casa Ferdinando Rossi che ha aperto le porte della sua proprietà: “E’ stato davvero emozionante, e utile anche – ha sottolineato – Noi residenti delle borgate siamo un po’ trascurati da Caserta centro, eppure i nostri borghi sono ricchi di fascino e quiete. In un mondo che è sempre più frenetico trovare questa calma è solo un valore aggiunto. Basta solo, però, che troppo silenzio non ci faccia sì che veniamo dimenticati”.

Da Casola a Pozzovetere il passo è breve: l’ultima migrazione nel borgo diffuso di questa sera si è conclusa in piazza dei colli Tifatini: una vera e propria arena naturale, e non a caso sono vent’anni che l’associazione “Tifatini Cinema” organizza qui l’unica rassegna gratuita di cinema all’aperto della provincia di Caserta. Proprio il presidente Mario Mastrangelo ha dato il benvenuto agli spettatori nella piazza prima della proiezione di “Suonerò fino a farti fiorire”, il film che porta il nome del primo album da solista di Fausto Mesolella. “Siamo ben lieti di collaborare con Settembre al Borgo – ha dichiarato – E ci teniamo a precisare che lo abbiamo fatto come se avessimo lavorato per la nostra stessa rassegna. Siamo o non siamo fratelli di Borgate?”

“Suonerò fino a farti fiorire” è una pellicola carica di musica, storie e frammenti di vita e di palcoscenico, nella quale gli amici del chitarrista casertano ragionano, discutono, cantano, suonano, ritrovandosi intorno a quella chitarra, rapiti da quel talento innato: vederlo è stata l’occasione per riannodare tutti i ricordi in un solo filo, che andrà a svolgersi lungo tutti i giorni del Festival.

Presente alla proiezione anche il regista del film Alfredo Buonanno, che ha preso la parola per raccontare la genesi della pellicola e il suo speciale rapporto con Fausto Mesolella, con cui ha cominciato a collaborare nel 2008: “Ho filmato nove anni di vita, spesso il risultato è senza capo né coda, sconclusionato, ma autentico. Proprio come Fausto”.