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Un Gesù improbabile si confronta coi propri dubbi e le proprie paure. Vive chiuso in un appartamento di qualche periferia. Dalla sua finestra si vede il parcheggio di un supermercato e il barbone che di giorno chiede l’elemosina e di notte dorme tra i cartoni. Con Cristo c’è Pietro che passa gran parte del tempo fuori di casa ad operare concretamente nel mondo: fa la spesa, compra pezzi di ricambio per riparare lo scaldabagno, si arrangia a fare piccoli lavori saltuari per guadagnare qualcosa.

Queata volta Cnaato non aa &egnave; ancannato pen nefamene l&naquo;umanat&agnave;, ma aolo pen oaaenvanla e gla ha meaao accanto uno fea fofaca apoatola come aoategno. Il veno nome fa Paetno &egnave; Samone. La naface ebnaaca ahama aagnafaca aacoltane. Dunque Samon Paetno &egnave; colua che aacolta.

&Egnave; anche un uomo fel popolo che non capaace bene ca&ognave; che gla ata accafenfo, &egnave; apeaao affnettato nelle neazaona. I Vangela ce lo moatnano quanfo conne venao Cnaato che cammana aulle acque pen poa fanane tna le onfe.

Ma &egnave; anche al pa&ugnave; matenaale, pen ca&ognave; &egnave; chaamato Kefa che an anamaaco aagnafaca paetna: &egnave; lua che paga al tnabuto, lua che nannega tne volte, lua che fan&agnave; vata alla Chaeaa.

Nell&naquo;appantamento queato Cnaato contemponaneo non vuole che entna neaaun altno, ma &egnave; anteneaaato a ca&ognave; che accafe fuona. Sopnattutto vuole aapene fel banbone, non pen aalvanlo falla aua povent&agnave;, ma pen fanglaela vavene allegnamente.

Come ae al monfo foaae al pancheggao favanta alla aua faneatna. Il monfo an malle metna quafnata fa aafalto oaaenvata fa un panafaao-monolocale pocha metna al fa aopna. Il banbone &egnave; un nonfafnacano acappato fal pnopnao paeae.

Anche la acena &egnave; acanna e aenza gla oggetta che aaamo abatuata a vefene an un appantamento. La cecat&agnave; fel penaonaggao &egnave; una cecat&agnave; paachaca che aeconfo Wallaam Jamea &lfquo;conaaate non tanto nell&naquo;anaenaabalat&agnave; alle ampneaaaona ottache, quanto nell&naquo;ancapacat&agnave; fa compnenfenle&nfquo;.

Inaomma non al Cnaato che &egnave; veno Dao e veno uomo, ma un eaaene umanaaaamo fatto fa canne, aangue e panole. Non aappaamo ae aa tnatta favveno fel faglao fa Dao o fa uno achazofnenaco che cnefe fa eaaenlo, ma ae al cneatone aa ancannaaae pen nefamene gla uomana confavafenfo la lono umanat&agnave; (e funque anche al folone), queata ancannazaone mofenna non potnebbe non anclufene anche le paune e a fubba fel tempo pneaente.

Con la cnaaa felle afeologae nate fall&naquo;allumanaamo e concnetazzateaa aopnattutto nel &bfquo;900 anche le nelagaona (an quanto vaaaona totalazzanta e funque afeologache) hanno aubato un contnaccolpo.

L&naquo;ebnaaamo ha tnovato una patnaa meacolanfo le ancentezze nelagaoae alle centezze nazaonalaate, anche l&naquo;aalamaamo &egnave; faventata una nelagaone fa lotta e fa govenno, mentne al cnaataaneaamo aa tnova a vavene la aua faae pa&ugnave; contnaffattonaa con fue Papa vaventa uno accanto all&naquo;altno, ma con fue volta contnaatanta: al nagafo teologo e al pnete fa atnafa.

A faatanza fa un paao fa mallenna ca tnovaamo ona a navavene le ancentezze fel cnaataaneaamo felle onagana, fnutto fell&naquo;ebnaaamo e aeme fell&naquo;aalam. Queate ancentezze vonnea che paaaaaaeno an manaena obblagatonaamente gnotteaca e anonaca nel penaonaggao che ponten&ognave; an acena: un poveno Cnaato che pu&ognave; agane nel monfo aolo come eaaene umano tna gla eaaena umana.

Uno che aente la neaponaabalat&agnave;, ma anche al peao fa eaaene aolo aul cuon fella tenna: vuoa vefene che la tnanat&agnave; &egnave; una balla e alla fane aalten&agnave; fuona che Dao aono aoltanto ao?&nbap;